lunedì 20 luglio 2009

Nel mare della creatività!

Surfando sul web mi sono casualmente imbattuto in una sentenza dello IAP dove una agenzia di comunicazione “galattica”, veniva condannata per essersi appropriata di campagne altrui. Attenzione, non ho detto che si è chiaramente ispirata, ne ha preso spunto, ha carpito l'idea... No, no. Zanzata para! Cioè nel senso che l'ha presa pari pari e l'ha firmata. Mi spiego meglio: un tal cliente prima era dell'agenzia A poi è passato all'agenzia B e quest'ultima, in preda a delirio di onnipotenza ha preso le campagne già prodotte dall'agenzia A... E le ha firmate! Tant'è vero che: “Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata contrasta con gli artt. 1
e 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne inibisce la continuazione.” Dunque, va bene che Lionel Trilling ha detto: “L’artista dilettante imita, quello professionista ruba”, ma non credo intendesse questo. Che dite?
Have a nice day!

martedì 14 luglio 2009

Back to Ideas!

In tempo di crisi le aziende riscoprono la creatività e la qualità delle idee.
Certo finché il mercato tira tutti sono capaci di realizzare qualsiasi boiata, tanto si vende. Un agenzia si valuta più sull'economicità del contratto che sulle capacità di quest'ultima, tralasciando peraltro un fatto che... ha una certa importanza. Costruire una marca non è semplice. La comunicazione, o come si dice in gergo, l'advertising, fa molto bene alle aziende (un po' meno alla persona ma questa è un'altra storia) ma, se fatta male, fa malissimo! Uccide la marca, non costruisce la brand awareness e non fidelizza il consumatore. In pratica non crea fans. Questo cosa vuol dire: se non ami non lotti. Il fan di una marca è la risorsa principale della marca stessa; non solo acquista come atto di fede, ma ne loda le doti e fa proseliti. Ecco perché la creatività, in una congiuntura come qualla attuale, è una dote indispensabile. Sopratutto in strutture che si definiscono "creative" di default. (peraltro a mio modesto avviso di "creativo" ce n'è stato uno solo nella storia... ma tant'è, al massimo si rielabora, si contamina.) Non è un caso se una delle più importanti agenzie italiane, se non la più importante, abbia nominato direttore creativo, strappandolo ad una diretta concorrente (quindi il colpo è doppio), uno dei creativi più bravi e che più stimo. Sto parlando di Vicky Gitto che da circa 1 mese e mezzo è creative director di Young & Rubicam. Ottimo! finalmente la bravura, il coraggio e la creatività vengono premiati. finalmente si può tornare a parlare di IDEE e non solo di grp. (strumento di misurazione inventato per giustificare la mancanza di idee, peraltro assolutamente inutile in quanto una campagna ad alta frequenza e corta pianificazione temporale può avere gli stessi grp di una poco pianificata ma mantenuta molto a lungo. E' chiaro che l'impatto sul pubblico è diverso... ma va bene lo stesso.) Finalmente le aziende sono disposte ad ascoltare. Finalmente chi vola, vale.
For the rest of the World: Stop talking, start thinking. If you are able.

have a nice day!

giovedì 2 luglio 2009

Il coraggio di osare.

Questa sera sono stato informato da un mio collega e carissimo amico che i titolari di un'agenzia hanno letto il mio blog e... si sono offesi. Mi chiedo perché? Non ho mai fatto nomi, cognomi indirizzi ne tantomeno codici postali, quindi che cosa ci può essere di tanto offensivo? Ci si sente tirati in causa? E per cosa? Credo che nella vita non ci sia ne il tempo ne lo spazio per offendersi, ma, tutto il tempo e lo spazio per migliorarsi. Credo fortemente che sia assolutamente inutile arrabbiarsi, perché l'unico a perderci sei tu; credo altresì decisamente più costruttivo crescere, costantemente, ogni giorno. Se la vita ti prende a calci, e ti prende a calci poco o tanto ogni giorno, alzati, scuotiti la polvere di dosso e combatti. Più duro e determinato del giorno precedente. Come diceva Al Pacino in "Ogni maledetta Domenica" Vincere o perdere è questione di centimetri e la vittoria si conquista un centimetro alla volta. Ecco cosa mi guida da sempre, lo spirito combattivo di chi non ha paura di osare, nella mia professione come nella mia vita. Chi mi conosce sa che se devo dare del pirla a qualcuno, alzo il telefono e lo faccio. Sincero, diretto e chiaro. Cosicché non si possano avere fraintendimenti di sorta. Tutto il resto è ironia. Un sorriso in questo mondo grigio e triste dove il materialismo ha stravinto su tutto il resto, dove comandano le marche e decidono quante devono essere le varietà di mele, credo sia l'unico modo per restare coscienti. Ricordatevi che gli eroi di oggi sono i vari Ricucci, Fiorani e Corona.
Ma dove cazzo stiamo andando? Direi che potrebbe essere un buon inizio, l'offendersi di meno ed il prendersi un po' meno sul serio. Tanto, alla fine, andiamo a finire tutti nello stesso, umido, scuro posto; quindi tanto vale viverla un po' meglio la nostra vita no? Visto e considerato che è anche l'unica...

P.S. Ragazzi, l'invidia è l'ultimo dei miei sentimenti; non mi tange, anzi, se qualcuno merita, sono il primo a riconoscerlo ed a essere felice per lui. I miei più cari amici, che ben mi conoscono, sanno anche questo.

P.P.S. Per quelli che si sarebbero offesi... ma non avete nulla di meglio da fare che navigare sui blog di altre agenzie ed offendervi? Ma sorridete ed al massimo replicate (con ironia ovviamente). Io, giuro, non mi offendo.
Se comunque ho urtato la sensibilità di qualcuno, me ne dolgo e chiedo venia.
Tomorrow will be a brand new day!

Wilmer Travagliati

martedì 2 giugno 2009

come ti cambio la società con la comunicazione.

Eh si, proprio così, non è un refuso. In questi periodi di televisione fai da te stiamo assistendo al proliferare di boiate immani trasmesse via etere. Dai reality ai talent show, dalle fiction ai finti show in diretta/differita. Le dinamiche sociali italiane assomigliano sempre di più a quelle statunitensi, con un impoverimento culturale sempre più elevato ed un allineamento al basso costante. L'Italia è sempre stata terra di poeti, santi e navigatori; vuoi per il tessuto socioculturale, vuoi per l'indole stessa dell'italico popolo, vuoi per la curiosità che ci contraddistingue. Sinceramente l'ignoranza mi preoccupa. E molto. Avete provato a parlare con un quattordicenne? E' una capra! Non sa nulla di nulla! Si è vero è forse più sveglio su temi come droga, alcool, sesso... e non intendo che sa cosa sono. ma per il resto è un disastro. Non sa nulla ed è fiero di non saperlo. Tutto ciò è il prodotto diretto di tronisti, letterine, veline, ragazzi della casa ed altri innumerevoli idioti sfornati quotidianamente da Maria De Filippi e compagnia. Giusto per farvi un esempio, siccome Amici non bastava adesso ci puppiamo pure i casting, dove degli emeriti signor nessunissimo, hanno il coraggio e la faccia tosta di criticare professori messi alla berlina gratuitamente. E' proprio un amici del casting. Ma c'è di peggio. La Rai, con un clamoroso slancio creativo, ha realizzato Academy. Praticamente Amici, ma con un altro nome. Geniale.
Comunque, concludendo, se sul più importante mezzo di comunicazionbe di massa, vengono trasmessi format "intelligentissssssssimi" che prevedono: alunni che litigano con insegnanti, alunni che litigano con alunni, insegnanti che litigano con insegnanti, tronisti con pretendenti, pretendenti tra di loro, talpe con grandi fratelli, fattorie intere con Corona (e qui ci vorrebbe un libro intero per parlarne); come si può pretendere che chi segue tutte 'sto cazzate cresca intelligente? La morale può in sintesi dirsi questa: non è importante avere la benché minima cultura o parlare correttamente l'italiano; posso sempre fare il tronista. O alla peggio sposare Ivana Trump. Have a nice day.

venerdì 28 novembre 2008

Viva la crisi!

Et voilà! E' qualche settimana che non aggiorno il mio blog, quindi, eccomi. C'è crisi, o perlomeno, così vogliono farci credere. Per carità non sono certo tempi floridi, ma, se ci fate caso non è che sia poi cambiato molto da Agosto ad oggi. Anzi. Forse, grazie al petrolio sotto un treno, qualche Euro nel portafogli forse ci rimane, ma tant'è. Questo signori miei è ciò che vogliono farci credere, questo è terrorismo mediatico, quindi, va bene. Accettiamo il periodo e sfruttiamone le peculiarità. Lo dicono anche alcuni economisti, la crisi fa bene al mercato perchè lo "pulisce" dagli inquinamenti, da quello che non possono stare sul mercato se non quando è talmente florido che chiunque vi prolifera. Meglio così, fuori dalle balle quelli che "ho comprato il Mac", quelli che "faccio il pubblicitario", quelli che "ti faccio la brosciur". Sono assolutamente convinto che lavorando con qualità e professionalità, passione e dedizione i risultati arrivano. Certo, è un lusso parlare da uno scranno privilegiato quale quello di Primadv, ma lo abbiamo costruito con sangue sudore e lacrime. Quindi. Le marché c'est mort! Vive le marché!